Partnership del progetto

Il Cliente- i ragazzi del parco urbano autonomo a p.zza Gentile da Fabriano

Era il 2014 ed “è nato tutto per caso. Vedevamo video di gente che saltava e volevamo imparare; non sapevamo cosa fare, venivamo giù a passare del tempo senza fare nulla, poi non c’era mai nessuno e  ne abbiamo fatto un piccolo skatepark” dice Simone, uno dei ragazzi del quartiere flaminio che hanno dato vita ad uno spazio suburbano che è ancora attivo al terzo anno di vita. Questo “skatepark” si trova sulla cordonata che ospita i grandi piloni del nuovo Ponte della Musica, sulla sponda di piazza Gentile da Fabriano. Lo spazio oggi non è gestito da nessuno e per questo è frequentato tutti i pomeriggi, solitamente fino a sera; tuttavia durante i weekend puoi trovarci più gente dice Gabriele,  un altro dei ragazzi; dice anche che “si fanno anche brindisi di compleanno, writing e spesso vengono a fare anche shooting fotografici.

L’INTERVISTA A SIMONE

Simone è uno del gruppo dei ragazzi che hanno creato il parco spontaneo che si vede oggi (nel video in maglia bianca e cappello). Ha 20 anni, frequenta un liceo della zona e vive nel quartiere flaminio.

Quanti anni sono passati dalla prima volta sullo skate e come è iniziato tutto?              sono passati 5 anni da quando lo faccio seriamente e ne sono circa 7, da quando sono salito la prima volta su una tavola; mi ricordo facevo le medie, ed un mio amico mi fece vedere un video di lui che faceva dei trick sullo skate, e da li ho preso una tavola e per qualche mese ho cercato di emulare il suo video. Sono passati anni e diventa sempre più il mio compagno di strada;

Come è nato questo posto?                                                                                                      Come avevo detto siamo arrivati qui perchè frequentando questa zona venivamo a passare del tempo inosservati. poi quando abbiamo iniziato a fare giri in skate, sempre più ragazzi venivano; cosi, circa nel 2014, io ed altri 4 ragazzi abbiamo portato oggetti metallici presi in giro, abbiamo comprato del cemento e attraverso casseforme e tutorial di youtube abbiamo creato un playground urbano adatto a noi.

Quale è il tuo rapporto con le altre discipline della strada?                                                  Credo che quando si entra a far parte di una disciplina che fa parte del mondo underground, inevitabilmente entri a contatto con tutte le altre. La cultura della strada porta a collegare strettamente ogni sport o arte, tanto che molti ragazzi entrano in questi ambienti con una passione per poi coltivarne un’ altra. Spesso chi fa skate convive con pattini, Bmx e writer; ma c’è un filo rosso che collega ognuna ad un altra per via esigenziale.

Da chi è frequentato questo parco e che fascia d’età interessa?                                           Il parco è frequentato soprattutto da comitive straniere, ma perchè in italia abbiamo ancora delle culture che non ti portano a passare dei pomeriggi in uno skatepark. Tuttavia siamo diversi ragazzi di Roma, altrettanti italiani, poi molti filippini, qualche peruviano e una coppia di spagnoli. la diversità etnica qui è un valore aggiunto. l’età di chi frequenta va da ragazzi delle scuole medie a gente di 40 anni che vediamo poco a causa del lavoro, ma che è qui ogni fine settimana.

Quelle scritte sono opera vostra? (mentre si guardavano i murales)                                 No non le abbiamo fatte noi, le fanno dei ragazzi di ogni età che vengono spesso a passare il tempo qua, siamo pro a queste scritte ma nello stesso tempo ci dà fastidio quando le fanno a terra o sulle panchine. Ogni volta che torno a casa sono pieno di vernice. Il vero problema di questo spazio, è l’abbandono; proprio per la sua crescita spontanea, è frequentato anche da chi non lo sente suo, e quindi sporca, rompe e ruba. Spesso organizziamo delle giornate di pulizia per evitare di beccare vetri rotti durante le cadute, ma ogni volta dobbiamo ricomprare secchi e scope.

C’è gente che ci guadagna con gli skateboard?                                                                         Sono davvero pochi quelli che ci guadagnano, solo quelli molto bravi, e spesso quando lo si è si deve andare spesso fuori dall’ italia per poterci lavorare. Tuttavia in Italia se si è bravi, ci sono dei lavori che si possono fare attinenti al mondo dello skate, oppure c’è chi ha apero degli skatepark privati, o chi invece è giovane, ma se ben conosciuto sui social, riceve gratuitamente vestiti di marche famose, nuove tavole o scarpe.

A Roma fanno corsi per principianti nello skateboard?                                                          Si, ci sono due skatepark privati che fanno corsi, e sono anche frequentati da bambini che hanno l’interesse per questo sport. Io personalmente credo che questo è un percorso personale, che deve arrivare da solo, con i suoi tempi, ed è giusto che una persona impari da solo, e che gli unici maestri siano gli amici e le cadute.

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