Stefano Boeri per “Artcity”

L’ incontro di ieri sera con l arch. Stefano Boeri è stato interessante agli occhi di uno studente. Si è toccato poco l aspetto della progettazione, tuttavia ho visto sicuramente un buon politico ed un egregio pianificatore; forgiato da una base filosofica che lo accompagna con coerenza da anni (ma che non è legata esplicitamente al suo bosco verticale).
Condivido la sua idea di ricostruzione e le riflessioni sul rapporto uomo-natura.All ombra delle domande a mio avviso fin troppo decontestualizzate, mi chiedevo:
L architetto, vede la sua opera(il bosco verticale) come un entità che lo differenzia da tutti gli altri, o crede che il futuro possa essere occupato interamente da grattacieli verdi?
voglio dire, se domani si svegliano e vogliono tutti le case sull albero, lui crede veramente che la sua opera possa sposare l idea di diventare matrice di una città, o lui stesso vuole che rimanga un elemento di tendenza che ogni città deve possedere e farne un vanto?

La risposta a tutto questo non deve per forza essere il nuovo progetto per la Foresta-città appena progettato per la Cina. Lui stesso ha detto che l architetto fa difficoltà a rinunciare a delle commissioni anche se lo dovrebbe a volte. Quindi ancora:
La nuova città verde in oriente che tanto ci affascina, è l ennesimo gesto fatto per riconoscimenti economici o è davvero un tentativo compiuto per cambiare il mondo?

 — presso Giardini Di Palazzo Venezia.

 

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