proposta di concorso: “progetto di un mosaico contemporaneo” per il comune di Nazzano Romano.

Il comune di Nazzano Romano sta lavorando da diversi anni sulla valorizzazione culturale del suo borgo storico; un bellissimo centro storico tipicamente del centro italia affacciato sui passi del fiume Tevere. L’obbiettivo è quello di far divenire questo centro storico, il Borgo del mosaico contemporaneo, infatti, dopo anni di collaborazioni con  l’associazione artistica onlus “pictor imaginarius” (http://www.pictorimaginarius.it/?lang=it) e con il “museo del fiume” sono stati realizzati tra le vie del paese un alto numero di opere mosaicali di ogni forma e misura.

Il tema del concorso era “l’olio, coltura e cultura tradizionale del lazio”; si richiedeva un progetto compatibile con le tecniche mosaicali e che rientrasse nelle misure di 200x500cm.

la mia proposta:

“L’olio, cultura e coltura tradizionale del lazio”

“Ho interpretato il tema richiesto attraverso l’ elemento predominante della navigabilità del fiume Tevere per le attività legate all’agricoltura, attore coprotagonista dello sviluppo di queste terre e del radicamento delle sue tradizione in ambito agricolo. Nel’opera un uomo, probabilmente un semplice operaio, naviga nelle acque dorate di un fiume (analogia tra il color oro dell’olio e la sacralità simbolica del fiume Tevere), raccogliendo acqua attraverso un vecchio orcio, a bordo di un’imbarcazione in legno che combacia visivamente oppure “trasporta simbolicamente” un piccolo borgo rurale tipico delle campagne laziali.

Ho cercato di rappresentare con leggerezza e forme semplici, un impegnativo messaggio; ispirandomi anche alla mitologia, quando ne “L’arca di Noè” per la prima volta si parla di un ramo d’ulivo per bocca di una colomba, e di un uomo, che per missione deve portare in salvo una specie in rischio di estinzione. Mi lego ad interpretare come in quella specie il valore e la tradizione della produzione dell’ olio per il Lazio, cercando di augurare a noi (come dei Noè) longevità e protezione a questa pianta.

E’ un “murales” di buon’auspicio, messo li su un muro per proteggere ed insegnare un qualcosa, come si faceva negli affreschi nei luoghi sacri durante i primi secoli del primo millennio. L’interpretazione estetica e gli stili sono in leggero contrasto interno, ma sono attentamente raggruppati per elementi in ordine narrativo, il disegno si riduce ad una composizione di forme geometriche semplificate quasi cubiste per facilitarne l’adattamento al mosaico.”

Untitled-2.jpg

 

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